Bioedilizia: i materiali edili come elementi vitali

La pratica della bioedilizia

I messaggi che arrivano a proposito di CASA/EDIFICIO evidenziano aspetti esteriori e appariscenti dell’ABITARE e fanno leva sull’ambizione di avere una casa o un ufficio che sia uno STATUS SYMBOL. Ma la questione dell’abitare prima di essere status symbol dovrebbe essere un segno di civiltà che attraversa la cultura storica dell’uomo, per avere la CONSAPEVOLEZZA che la casa, qualunque casa o qualunque luogo in cui si trascorre del tempo, è parte di un ecosistema i cui equilibri hanno bisogno di attenzione, non solo da parte della collettività, ma anche del singolo; non solo per quello che è, ma anche per come sono realizzati.

Dunque è molto importante studiare il rapporto edificio/ambiente, poiché di inquinamento si ammalano anche gli edifici per i meccanismi tipici della civiltà
contemporanea che spingono ogni aspetto dell’esistenza solo verso logiche di economia.

Il ritmo incessante del progresso, il suo difficile governo con le inevitabili ricadute sulla condizione umana, i comportamenti e le relazioni sociali ed economiche, impongono una doverosa presa di coscienza ed una meditata
analisi sulle future conseguenze delle scelte che si fanno oggi.

Le risposte alle legittime esigenze di benessere non possono e non devono compromettere la disponibilità di risorse e la loro corretta fruizione da parte delle prossime generazioni. Questo è il senso della sostenibilità.

E’ quindi necessario mantenere un costante equilibrio nelle complesse relazioni uomo-ambiente, compatibile con la naturale propensione ad una esistenza sempre più soddisfacente.

Le sostanze tossiche sono presenti non solo nell’aria e nel suolo ma anche nei materiali edili di costruzione, nelle rifiniture e negli oggetti di uso quotidiano.

Le nuove tecnologie applicate nel campo dei materiali e delle installazioni, la possibilità di utilizzare nuovi indici e parametri, in tema di sicurezza e di monitoraggio dei molteplici assetti della qualità della vita, impongono oggi ai
tecnici una adeguata formazione e ai committenti una corretta informazione.
Alle Amministrazioni del territorio, sensibili a questi problemi, il ruolo di sensibilizzazione e di stimolo all’adozione di scelte sostenibili.

Negli ultimi anni il modo di abitare è molto cambiato: gli edifici sono costruiti con materiale sempre meno naturale e sempre più trattato chimicamente.

In questo quadro la bioedilizia si presenta come una nuova filosofia di vita orientata all’abitare sano in armonia con l’ambiente.

Confrontarsi su queste tematiche è fondamentale per comprendere quanto sia importante recuperare l’equilibrio, in questi anni perduto, tra la civiltà e la natura.

Si va sempre più diffondendo, sia pur lentamente ma anche con evidenza, una nuova coscienza in merito alle problematiche di un abitare moderno attento alle mode, all’apparenza e agli aspetti economici, molto distante, nel
contempo, dai bisogni reali di un abitare sano, equilibrato e in armonia con l’ambiente.

Le problematiche dell’abitare interagiscono con le tematiche della sostenibilità del pianeta e della salute degli abitanti.

Viviamo in ambienti confinati, abitazioni, scuole, uffici o altri luoghi di lavoro, la gran parte delle nostre giornate; essi sono, in moltissimi casi, sensibilmente inquinati. Più inquinati degli ambienti esterni.

Il settore edilizio è inoltre il settore a più alto impatto ambientale: vi si utilizza il 45% dell’energia prodotta; vi si produce il 50% dell’inquinamento e il 50% dei rifiuti.

E’ necessario, prima di arrivare al “punto di non ritorno”, che i conti con la sostenibilità entrino con convinzione e forza nelle programmazioni dei vari operatori e in particolare dei pubblici amministratori e che ognuno, nel suo
piccolo, pubblico o privato, inizi a portare un proprio contributo.

La bioedilizia è oggi una risposta forte, innovativa, a costi del tutto accessibili, in grado di portare un contributo immediato e praticabile nella direzione della salvaguardia dell’ambiente, della sostenibilità dell’ecosistema e della salute delle persone.

Le sostanze che assumiamo nutrendoci o l’aria che respiriamo possono giovarci o danneggiarci.
Nello stesso modo si comportano le sostanze che ci circondano. Tutto ha un effetto, anche se non lo percepiamo con i nostri sensi ormai degenerati.
Anche l’essenza dell’edificio e dei materiali che lo costituiscono fanno sentire i loro effetti. Molto, invece, è percepibile soggettivamente come l’influenza dei materiali su: il clima ambientale, il clima elettrico, la permeabilità delle onde terrestri o cosmiche, le condizioni di luce e colore, la composizione dell’aria, l’odore, la situazione tossica, l’immissione acustica, la flora batterica, la radioattività,etc.

L’EDILIZIA BIOECOLOGICA CONSIDERA GLI EDIFICI IN GENERALE COME UNA SORTA DI TERZA PELLE PER CHI LI FREQUENTA . PER L’ESSERE UMANO LA PELLE E’UNO DEGLI ORGANI PIU’ IMPORTANTI:
RESPIRA E FILTRA, CONTRIBUISCE ALL’APPROVVIGIONAMENTO DA OSSIGENO, PROVVEDE AL METABOLISMO. LE STESSE FUNZIONI DOBBIAMO PRETENDERE CHE VENGANO SVOLTE DALLA LA PELLE DI QUALUNQUE EDIFICIO.

Generalmente, rispetto alla valutazione dei materiali da costruzione, nelle pubblicazioni che insegnano la materia, non si trova quasi niente sulle caratteristiche biologiche, ma soltanto dati tecnico-tecnologici e chimicofisici.

In effetti non è facile trattare l’aspetto biologico dei materiali edili, dato che le conoscenze sono frammentarie e molto materiale non è ancora stato elaborato. Del resto, la materia è di estrema importanza per la disciplina
bioedile.

Si spera che l’insufficienza delle nozioni attualmente conosciute invogli ad una maggiore collaborazione e ricerca.

Nella valutazione di un materiale edile bisogna tenere conto , in primo luogo, dell’uomo e di tutta la problematica relativa all’impatto con l’ambiente, nella sua globalità.


A cura dell’Arch. Silvia Pietta, esperta di bioedilizia, www.silviapiettastudio.it

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